Dicono di me, come artista


 

VIVIANA SAINO

I pensieri, le emozioni, la vita stessa viene impressa sulle opere di Giuse Iannello nel momento in cui apre la propria mente ed elabora la sua creazione

Comunica con i materiali piàù diversi ciò che l’anima percepisce fino in fondo, il respiro della vita che si lega alla sua realizzazione. E noi che guardiamo, ogni voltaritroviamo nei

suoi lavori quell’intimo desiderio di appagamento.

LEONILDE CARABBA

(Introduzione al catalogo della personale FRAMES)

Il modo di operare di Giuse Iannello è lontano mille miglia dal mio. Io veleggio in galassie sconosciute, Giuse si confronta col reale. Si può vedere qui l'orientamento del Sagittario (io) che vuole portare il Cielo sulla Terra e quello del Capricorno (Giuse) che vuole, appunto, Agire nel Reale, attraverso la sua opera complessa e incisiva. Negli anni '70 nel Movimento delle Donne si diceva: “Bisogna amare la differenza”e io penso che il Mondo dell'Arte è grande abbastanza per contenere le mie galassie e le denunce di Giuse. Ad esempio, l'opera: “Bebay 2039-Choose your baby” mi ha veramente colpito perché è un feroce attacco, che condivido pienamente, a questo indegno uso del Corpo della Donna rappresentato dall'operazione utero in affitto.

GIO' MARCHESI

(Introduzione al catalogo della personale FRAMES)


Giuse Iannello è una artista che potremmo definire Concettuale, ma la definizione è limitante, perchè ad una attenta osservazione delle sue opere, si scopre in lei una ricerca che va oltre ogni catalogazione. Le sue opere ci rimandano una artista libera da ogni schema grazie alla sua liberta' di pensiero e di azione. E' artista che spazia dal figurativismo all'arte minimalista a quella segnica. Giuse Iannello rompe gli schemi, obbliga a pensare e a emozionare il fruitore . La sua arte è ricerca, è passione che trafigge, è pensiero liberato, è invenzione, è rivelazione di se stessa.

CHIARA MILESI

(Introduzione al catalogo della personale INTIMOGRAFIE e altre scritture)


Intima condivisione

Per definizione un aspetto intimo della propria vita, è un qualcosa che vogliamo tenere riservato, celato agli occhi altrui, segreto per il pubblico.

Al contrario, Giuse Iannello, ha voluto rendere partecipe l’osservatore di alcuni tratti di sè attraverso una mostra intimistica e simbolica. Non si tratta di mettere in mostra se stessa, ma di raccontare, attraverso l’arte, spaccati di vita che l’hanno resa ciò che è oggi.

La narrazione si sviluppa mediante oggetti realmente appartenuti all’artista, ma che oggi vengono donati all’arte, proprio come lei stessa ha fatto: donata all’arte, per l’arte.

Quei singoli oggetti, prima simbolo di un determinato status, o semplicemente beni di uso comune, oggi si elevano al rango di testimoni del tempo, di testimoni di vita, che accompagnano lo spettatore all’interno della vita della Iannello.

Seguendo le parole di Cormac McCarthy “Gli atti esistono se esiste un testimone. Senza un testimone, chi ne può parlare? In ultima analisi si potrebbe perfino dire che l’atto non è nulla e che il testimone è l’unica cosa che conta”, potremmo trovare un’ulteriore chiave di lettura a questo personale racconto di sé: senza un pubblico osservatore, che valore avrebbe il manufatto artistico? Senza chi osservando possa interpretare la narrazione dell’artista, che significato avrebbe il fare arte?

Ecco che così tutto si trasforma e, quello che fino ad un momento fa era semplicemente un racconto autobiografico, assume una visione universale della vita terrena, in cui ognuno possa riconoscere se stesso e possa dare un valore personale ad ogni singola opera della Iannello.

Con questa mostra Giuse Iannello ha fatto dell’arte lo strumento perfetto per raccontare sé e per raccontare la vita in senso lato e profondo; si è fatta interprete di una tematica universale attraverso una visione intimistica e simbolica del suo io e del suo vissuto.

Ogni colore, ogni oggetto-simbolo, ogni singolo tratto all’interno delle tele sono ponderati e “sofferti”, poiché in ognuno c’è un ricordo, un momento preciso che si palesa agli occhi di tutti e che trova un nuovo posto nella vita dell’artista.

L’evento artistico stesso si trasformerà in molteplici momenti che segneranno l’esistenza dell’artista, proprio come già alcune opere hanno dato vita a nuovi cicli pittorici in un continuo scorrere della vita a cui potranno aggiungersi nuovi testimoni del tempo oltre a quelli che già oggi possiamo ammirare.
 

-VA' TWIN  su Mangiapagine

INTIMOGRAFIE e altre scritture | mostra personale di GIUSE IANNELLO | 18.09.2016 - Vigevano

Donne veramente forti e coraggiose, la vita le centellina; sulla terra devi andarle a scovare, ma devi essere abile, perché loro non si fanno notare, ti passano accanto, quasi invisibili, non ti accorgi di loro, se non per una predisposizione nei loro riguardi, oppure perché sei arrivato nel momento più opportuno per farne la conoscenza.

Giuse Iannello è quel tipo di donna.

E ieri ho avuto, di nuovo, il piacere di incontrarla presso AR.CO., in Via Saporiti n. 6 a Vigevano, in occasione della sua mostra personale che temporaneamente si può ammirare fino al 25 settembre.

Mangiapagine si è sempre contraddistinto nel mostrare parole e copertine. Ma esse stesse non sono forse un'ulteriore forma d'arte? E se quelle parole questa volta si trasformassero in pennellate di colore, radiografie od orologi incorporati in tele? E' quello che ha strabiliato i miei occhi, nel momento stesso in cui ho messo piede in AR.CO..

“INTIMOGRAFIE e altre scritture” non potrebbe descrivere diversamente la vena artistica di Giuse, artista completa quale è.

Tutto parte da porzioni di sé, da quello che nel tempo, nella sua vita, ha raccolto, mai buttato o dimenticato, ma semplicemente trattenuto con sè per scoprire che no, da quella pagina di diario o da quelle fotografie dei propri genitori, lei non è poi cambiata.

Scherzando mi dice che alle elementari era una bambina matura, oggi molto meno. E io non lo credo, invece.

Credo che abbia decisamente coraggio nel mostrare l'intimità che c'è in lei.

Le sue intimografie parlano di pelle, quella sottile membrana di cui spesso dimentichiamo l'esistenza, e subito ho pensato alla pelle di Enea ed Ana, sfruttata fino all'osso in maniera differente.

Le sue intimografie parlano di ossa, di quadri avvicinati con stupore a Dorian Gray ma che, grazie al cielo!, non si trasformano; perché forse, ciò che cambia è il corpo, quello vero.

In quelle quattro mura c'è tutto: c'è bellezza, diversa a seconda degli occhi che la osservano; c'è il tempo, che scorre inesorabile, unità di misura costante per tutti, ma anche qui, che gran differenza fa nelle vite di ciascuno!

E c'è la famiglia, di Giuse, rappresentata stoicamente con una bambola fanciullesca, chiusa in gabbia. Ma felice: quelle prigioni che forse un po' tutti ci scegliamo e in cui comunque, nonostante tutto, ci stiamo bene.

L'intimografia di Giuse – e quindi, la sua bellezza - è la capacità di far incontrare persone davanti ai suoi quadri.

Persone che hanno una loro idea di arte, non addette ai lavori.

Giuse suscita in loro emozioni, dialogo e soprattutto, sorrisi.

Che penso sia la forma artistica più bella che esista.

“Le lettere dell'alfabeto sono elementi imprescindibili del mio modo di essere. A volte si concretizzano in romanzi, racconti, riflessioni sul blog; altre in quelle che io chiamo quasipoesie, e altre ancora entrando a far parte delle immagini che creo. La pittura e la scrittura si influenzano a vicenda: spesso l'una anticipa l'altra, e viceversa.”
 

BENJI CALLIPARI

...il presente ci pone davanti a un’artista brillante e dalle mille sfaccettature, dove le parole si alternano ai colori generando sempre e solo emozioni, il futuro è tutto da scoprire, ma siamo certi che continuerà ad essere pregno delle sfumature più belle della tua anima.

(qui SOTTO il link delll'intervista completa)

 

GIUSEPPE VARONE

Le risonanze poetiche dello scandaglio materico di Giuse Iannello

Le figure che si stagliano sulla superficie dipinta sono tese eppur morbide, allucinate e riconoscibili; personaggi femminili che prendono corpo in una forma di estremo, seppur velato realismo, giacché niente di loro è oggettivamente descritto nei minimi dettagli, ma liricamente tracciato da una ineluttabile energeia, incantevole e sfuggente. Figure che s’intrudono in un funambolico scenario costituito di segni volubili, presenze materiche avvinte a un colore pressoché ribollente, che fasciando di luce misterica nel contempo pone in mostra la loro interiorità, riflesso della multanime coscienza spirituale dell’artista.

Le dense pennellate, sincopate da getti iridescenti e da schegge screziate, sono la forma stessa di un’analisi volta allo svelamento del sé, posto dentro il racconto di un mondo primigenio, mediterraneo, archetipico. La materia, lavorata con nitida naturalezza, appare come levigata, quasi smussata come l’acqua fa sulle sponde o come il vento sulle dune, e da essa stessa emergono, rigenerandosi, corpi e allegorie vagolanti e apparenti nel nulla che si impone al candido della tela, con la sua massa trascinante e la sua cromia densa, oltre la quale s’intagliano sovente muliebri sguardi immensi e interrotti, dai quali emerge una personalità del genio creativo ora drammatica ora appassionata, ma sempre grandiosa, sciolta e modellata in quel precipuo scandaglio dell’anima. Anima che fluisce e riconduce all’orditura dell’esistente, narrato per associazioni oniriche, per blocchi plastici dalla seducente tenerezza, privati dei contorni stringenti, cancellati come in uno schizzo d’essere non ancora nato, quindi eterno nel suo imperituro rinascere, atto a ingenerare un avvincente, deliberato non-finito.

L’artista, in un menage di simboli intermittenti entro un conglomerato policromo, sembra voler indagare incessantemente l’individuo, sortendo una pittura perforante tessuta a sottovento della poesia."

ISABELLA GIARDINI

"....Sono mescolati di simbolismi diversi e complessi i quadri della pittrice.

  Che non racchiudono mai un solo significato.

  Spesso veicolano concetti, sensazioni, percezioni che vanno al di là di quello che

  si riesce a leggere..."

 

-L'Informatore Vigevanese

  ...Il filone del miglior realismo vigevanese si tinge allora di raffinati tratti psicologici

  che portano la Iannello ad una composizione equilibrata che lascia spazio alla libera

  interpretazione di chi si pone dinanzi alla tela..."

 

- Claudio Giumelli

  "...La Iannello si volge ad un'interiorità che scopre una pittura svelta e che il sogno

  scuote con improvvise visioni..."

 

-Luisanna Dalù

 

 

- Francesca Vignati:

 "...Con la sua più recente produzione, rimane il dialogo perpetuo tra anima e mente

   che utilizza il simbolo come strumento, come aggancio tra lei e il pubblico...

  Tecnicamente ...utilizza un gioco prospettico di primi piani e piani più lontani

  indispensabili per il dualismo del pensiero con la realtà..."

 

-Jlenia Felis:

 “Ogni artista dimostra di avere,attraverso la propria personale ricerca,una forte

 valenza espressiva,ma in particolare emergono le opere, per intensità ed innovazione,

 delle pittrici Giuse Iannello e…”

 

 

-Rolando di Bari:

 "...La realtà è che il figurativismo di Giuse Iannello è soltanto apparente.

  ...Ecco dunque che, allorchè si riesce a entrare nel suo mondo,si scopre che

  il suo atteggiamento artistico è " astratto",nella misura in cui la sua intelligenza la

  porta a cercare, nel soggetto individuale e concreto, concetti ideologici ed universali,

  che prescindono dalla determinatezza dell'oggetto stesso..."

 

 -Giuse Albani

"...Lascia infine cadere l'oggettività statica della rappresentazione per dare spazio al concetto spazio-tempo..."

 

 

 

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